SAWABONA CARLO TARDANI

ORA SAI COME DIRE CIAO IN ZULU

Piazze d’Europa  giunge a Follonica alla sua terza edizione ed è una delle più interessanti manifestazioni che si svolgono in riva al golfo

La kermesse accoglie numerosi visitatori, affascinati dai sapori e dai colori europei. Sul lungomare follonichese si snodano bancarelle che mostrano hot dog, paella, birra, gulasch, tazze inglesi, zoccoli olandesi, spezie e profumi francesi, formaggi e salumi, olive e cioccolata, prodotti di artigianato e dell’ingegno dell’uomo.

L’universo umano che gravita intorno al mondo dei mercati, quel mondo variegato di colori, sapori e profumi ha destato la mia curiosità e da qualche tempo è al centro della mia ricerca fotografica.

Nel disinteresse più totale queste piccole realtà economiche, queste piccole storie, stanno lentamente ma inesorabilmente scomparendo e con esse quel patrimonio di capacità manuali e sociali, di relazioni umane che hanno sempre caratterizzato la vivacità e il dinamismo di questi spazi.

La cultura ormai imperante dell’usa e getta, degli ipermercati, dei centri commerciali ha sopraffatto chi ancora resiste più come testimonianza di un glorioso passato che di uno speranzoso futuro.

Il tentativo è quello di provare a fotografare i resistenti, gli ultimi sopravvissuti, le anime di un commercio che univa la passione del lavoro in un contesto di gioiosa umanità.

Merchants at the Fair

The third edition of Europe’s squares arrives to Follonica. It’s one of the most interesting manifestation that are organized on the shore of the Gulf.

The Kermesse receive a lot of visitors that are fascinated from the flavors and the colours that come from Europe. On the Follonica’s promenade the stand that run long the street sell everything: hot dog, paella, beer, gulash, english cups, dutch clogs, spices and french perfume, cheeses and cold cuts, olives and chocolate, handicraft products that come from human creativity.

The human universe that moves around the world of fairs is the centre of my recent photographic research. My curiosity was captured by colour, flavours and perfumes of this variegated world.

These little economic realities, these little histories are slowly disappearing in the general indifference. But, in my opinion, with these history are disappearing also the heritage of manual and social capacity, and the human relations that have ever characterized the variety and the dynamism of these spaces.

The disposable and the culture of shopping centres have overwhelmed the ones who resist. They go ahead because they want to give the testimony of a joyful past and not for an hope in the future.

What I want to do is try to photograph the ones who resist, the last survivors. I think they are the real soul of the commerce. They are the union point between the passion in own work and the joyful humanity.

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